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In questo ultimo periodo abbiamo cercato di potenziare
la presenza delle ACLI a Rovigo per migliorare
attraverso una conoscenza più viva la convivenza, le
iniziative, insomma ritornare ad essere una grande
famiglia unita per un unico scopo:
ESSERE IMPORTANTI PUNTI DI RIFERIMENTO PER LA SOCIETA’
CIVILE E CATTOLICA.
La presenza massiccia di immigrati in pochi anni nei
nostri territori ha portato una complessità di fattori a
volte difficili da interpretare e gestire.
Il tempo della globalizzazione apre i confini della
nostra società.
Ecco perché mi sembra opportuno richiamare una
comparazione con la storia della nostra emigrazione e
l’immigrazione, l’intento è quello di prenderne
coscienza per andare oltre gli assistenzialismi,
combattere pregiudizi e discriminazioni, e contribuire a
un’efficace socializzazione al plurale e per una vera
integrazione.
Non dobbiamo dimenticare che molte aziende del nostro
territorio sopravvivono grazie alla manodopera
straniera, molti anziani ricevono assistenza nelle
proprie abitazioni da persone straniere, così le
strutture socio assistenziali e sanitarie possono
mantenere e sviluppare i loro servizi grazie a queste
persone. E’ tempo di un dibattito serio, culturale e
politico, sulla questione immigrazione.
Le Acli sentono di dare il loro contributo anche in
questa fase, l’esperienza maturata in tanti anni di
servizio ai lavoratori e ai cittadini, la presenza
diffusa dei servizi Acli sul territorio sono gli
originali talenti della nostra storia.
Questi sono messi a disposizione delle istituzioni e
della società locale per rispondere ai bisogni nuovi
degli immigrati e non solo e per contribuire a
realizzare una società aperta e inclusiva.
Le ragioni ideali e la missione sociale per cui le Acli
sono nate, che abbiamo sempre identificato nelle tre
fedeltà, oggi chiedono di essere incarnate nelle sfide
globali per un futuro di fraternità della famiglia
umana.
Le ACLI stanno vivendo un cammino importante, ricordando
i primi 60 anni della loro vita.
L’esperienza ha chiarito l’attenzione e il coraggio che
il Signore ha offerto a ciascuno di noi poiché ci ha
permesso di vivere e di credere in una responsabile
lealtà e ci ha permesso un impegno ricco di speranza e
di operosità.
Sentiamo perciò di ringraziarlo, capendo che sono
necessari, nello stesso tempo, una maggiore e più grande
profondità di fede e un'attenzione aperta al sociale. Il
senso della propria generosa attività si radica nella
Parola di Dio che diventa responsabilità, riconoscimento
dei diritti di ciascuno e quindi obbligo alla
comprensione, volontà di chiarezza e fedeltà e si decide
per una presenza di solidarietà matura.
Importante è ricordare che le ACLI non operano per
interesse ed egoismo, per la vittoria di una ideologia o
per il potere e il dominio. Il senso della propria
operosità vuole svilupparsi in ciò che vale, nel bene
comune, nel riconoscimento del valore di ogni persona. E
ci si mette nella prospettiva che tutti vanno aiutati
nella linea della "cattolicità" che significa
universalità, superamento degli steccati e del limite
pur nelle proprie difficoltà e povertà.
Il lavoro dei circoli è oggi molto prezioso: bisogna
però lavorare in sintonia con la comunità cristiana per
sostenere la sensibilità del sociale, per operare con
concretezza nel tessuto delle scelte politiche. La
Comunità cristiana e le ACLI possono offrirsi
reciprocamente molti doni sostenendosi in un lavoro di
sensibilità e di operosità.
Abbiamo grande spirito di servizio verso l’umanità che
ogni giorno incontriamo
Il Presidente
Provinciale
Giorgio Brandolese
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